Attraversando il ponte di Moneta e la diga che collega l’isola di La Maddalena a Caprera, ci si immerge in una splendida natura incontaminata, dove suggeriamo ai nostri ospiti di fare alcuni percorsi di trekking.

CAPRERA

Percorso 1:  CALA BRIGANTINA

Nella parte orientale dell’isola di Caprera, suggeriamo questo percorso della durata di circa 20 minuti, costituito da un sentiero sterrato di circa 700 metri, che parte dal Forte Poggio Rasu (Superiore) e si inoltra nella vegetazione per arrivare ad una piccola insenatura,

Cala Brigantina.

Durante il tragitto è possibile ammirare tanti angoli suggestivi molto particolari. Lungo il sentiero ad esempio, si incontra un piccolo torrente costruito con dei tronchi.

Sin dai primi metri si inizia ad intravedere l’insenatura con i suoi bellissimi colori, che rendono questa spiaggia una meta di sicuro interesse.

Questa spiaggia infatti è conosciuta per la sua sabbia molto bianca e sottile; è formata da 2 calette, una più grande ed una più piccola dislocata un poco sulla sinistra della caletta principale.

Vale veramente la pena andare a vedere il suo mare limpido e trasparente considerando che, come per le tante altre spiagge di Caprera e di tutto l’arcipelago di La Maddalena, gli unici modi per raggiungerle è via mare oppure utilizzando un sentiero, come quello che vi suggeriamo.

Percorso 2:  MONTE TEIALONE

Nell’isola di Caprera, la cima più alta è rappresentata dal Monte Teialone che raggiunge i 212 metri s.l.m.; proponiamo un’escursione della durata di circa 25 minuti.

Il sentiero sterrato che porta alla sommità del Monte Teialone offre scorci particolari di notevole interesse;  è possibile osservare alcune vedette realizzate in pietra, simili ad altre presenti sull’isola di Caprera.

L’ultimo tratto di questo percorso è caratterizzato da una scalinata realizzata in blocchi di granito e, in alcuni tratti, scolpita direttamente nella roccia.

Al termine del percorso, una volta raggiuntala sommità del Monte Teialone si offre un panorama come questo…

Percorso 3:  CANDEO

Nel versante Nord-Est dell’isola di Caprera suggeriamo vivamente questa escursione, della durata di 30 minuti circa. Il percorso comincia dopo aver costeggiato il lato occidentale del Monte Teialone, in prossimità del Forte di Arbuticci.

Durante il percorso si può incontrare qualche pianta di Lentischio a bacche rosse, tipica della zona,  alberi secolari di Eucalipto sono presenti  a testimoniare il passato di quest’area.

Quest’area è caratterizzata dai resti di un insediamento militare.

Dal punto di accesso del fortilizio infatti, un sentiero impervio scende per circa due chilometri verso il mare, in una serie di tornanti fino a raggiungere l’approdo di Candeo.

In molti tratti il fondo è particolarmente sconnesso, a causa delle piogge che in molti anni hanno portato via la terra dal sentiero, scoprendo pietre di diverse dimensioni.

Intorno al relativo porticciolo è osservabile il sistema di batteria antinave omonimo;
l’impianto appartiene al terzo gruppo di difese organizzato nell’arcipelago negli anni
compresi fra le due guerre mondiali.

L’insediamento militare è perfettamente integrato nell’ambiente roccioso della costa, edificato assecondando con armonia ed equilibrio la morfologia del granito.

Percorso 4:  CALA COTICCIO

Questa splendida spiaggia si trova a nord-est dell’ Isola di Caprera ed è una delle più belle in assoluto di tutto l’arcipelago.

Il percorso che è descritto di seguito consente di raggiungere questa incantevole meraviglia naturale in circa 60 minuti, percorrendo un sentiero sterrato per circa 2 Km.

Durante il percorso si incontrano rocce di ogni tipo, alcune con chiara forma antropomorfa.

Non è raro incontrare qualche Ginepro, la pianta endemica per eccellenza, che forte e e robusta riesce a sopravvivere in condizioni veramente estreme.

Cala Coticcio, conosciuta anche con il nome di “Tahiti”, è caratterizzata da una sabbia molto bianca e sottile e da un mare dai colori cristallini.

Percorso 5:  MUSEO DI GARIBALDI

Una meta diversa, per chi oltre al relax cerca cultura e qualche spunto di riflessione è rappresentata sicuramente dal Museo di Garibaldi, anche conosciuto come “Compendio Garibaldino”. Esso è stato la dimora del generale (la “casa bianca”) dal 1856 per circa 25 anni fino alla sua morte, sopraggiunta il 2 Giugno del 1882. Da allora la casa è stata abitata dalla famiglia dell’eroe dei due mondi (fino al 1959) e solo dal 1978 è divenuta museo. Di interesse chiaramente nazionale, migliaia di visitatori vi transitano ogni anno, ammirando i luoghi ed i cimeli che hanno caratterizzato gli ultimi anni della gloriosa vita di Giuseppe Garibaldi.

Il Compendio Garibaldino è sviluppato intorno ad un cortile centrale, nel quale troneggia un grande pino, l'”albero di Clelia”, che Garibaldi piantò nel 1867, in occasione della nascita di sua figlia Clelia.

Oltre alla Casa Bianca, il museo Garibaldino comprende altri edifici, come un mulino privo di pale, dove poco distante è collocato un monumentale busto marmoreo di Garibaldi, scolpito da Luigi Bistolfi nel 1883.

Dal cortile centrale, attraverso un sentiero si può raggiungere il piccolo cimitero di famiglia. Qui si trova la tomba di Giuseppe Garibaldi, sotto un grande masso di granito dove è inciso il suo nome, l’ultima moglie (Francesca Armosino) ed i figli Rosa, Anita, Manlio, Teresita e Clelia, l’ultima ad essere sepolta in questo luogo.

Le spoglie del generale, contravvenendo alle sue ultime volontà, non vennero cremate e conservate all’interno di un pino ultracentenario che è possibile osservare all’ingresso del museo,  ma imbalsamate e sepolte.